Nuovo periodo per le istanze di regolarizzazione dei rapporti di lavoro

Il Ministero degli Interni ha fornito con Circolare n. 4623 del 17 novembre 2020 nuove indicazioni operative riguardo la presentazione delle domande relative all’emersione di rapporti di lavoro irregolari.  

Nella circolare si fa riferimento ai termini già previsti nel decreto “Rilancio” (n. 34/2020) il quale ha introdotto la possibilità di presentare istanza per concludere un rapporto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale o per dichiarare l'esistenza in corso di un rapporto irregolare con cittadini italiani o stranieri. 

Il datore di lavoro che vuole procedere in tal senso deve, alla luce di quanto indicato dal Ministero degli Interni, fornire documentazione idonea che provi la presenza sul territorio italiano del lavoratore. Si ritiene che nel caso di documenti risalenti nel tempo (data anteriore all’8 marzo 2020) questi debbano essere supportati da altra documentazione che dimostri la presenza nel territorio nazionale dello straniero in una data più ravvicinata. 

Riguardo al requisito reddituale del datore di lavoro, disciplinato dall’art. 9 del decreto interministeriale 27 maggio 2020, viene precisato che, nel caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto (unico percettore di reddito) il reddito richiesto non deve essere inferiore a 20.000 euro annui. Nel caso, invece, di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi, il reddito del datore di lavoro non deve essere inferiore a 27.000 euro annui anche se quest’ultimo sia l’unico percettore di reddito. 

Con riferimento alla possibilità di delega alla sottoscrizione del contratto di soggiorno, nell’ipotesi di impedimento del datore di lavoro dovuto a motivi di salute, si ritiene di poter applicare, in via analogica, il disposto dell’art. 4, comma 2, del DPR 445/2020, recante il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, a norma del quale “la dichiarazione nell’interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo, per ragioni connesse allo stato di salute, è sostituita dalla dichiarazione, contenente espressa indicazione dell’esistenza di un impedimento, resa dal coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi, da altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado, al pubblico ufficiale, previo accertamento dell’identità del dichiarante.” 

Nel caso in cui il rapporto di lavoro per il quale è stata avviata la procedura di emersione viene interrotto a causa di un qualunque motivo non riconducibile a forza maggiore, il datore di lavoro che ha presentato la domanda di emersione dovrà dare comunicazione dell'avvenuta interruzione e potrà richiedere allo Sportello Unico di essere convocato con priorità, al fine di consentire all'Ufficio una valutazione tempestiva ed attuale delle circostanze sopravvenute per un eventuale rilascio al lavoratore di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. 

Infine, il Ministero ricorda che le istanze di emersione potevano essere presentate fino alla data del 15 agosto 2020. Ciò nonostante, viene prevista una riapertura dei termini per i datori di lavoro che, pur avendo effettuato il versamento della somma forfettaria di € 500,00, non hanno inviato alcuna istanza di regolarizzazione di un lavoratore straniero oppure, erroneamente, hanno inviato l'istanza all'INPS. Questi datori di lavoro possono completare la procedura di regolarizzazione, inoltrando istanza telematica a partire dalle ore 9.00 del 25 novembre 2020 e fino alle ore 20.00 del 31 dicembre 2020 all'indirizzo web https://nullaostalavoro.interno.it. 

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