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La Cassazione sulla trasformazione del rapporto da part-time a tempo pieno

La Cassazione, con la sentenza n. 4350 del 19 febbraio 2024, si è pronunciata in merito ad una fattispecie in cui un lavoratore, assunto formalmente con contratto di lavoro part-time, si trovava a seguire di fatto un orario full-time, in conseguenza della sistematica richiesta di svolgere lavoro supplementare e straordinario. 

La Corte si è qui attenuta al proprio consolidato orientamento secondo cui, in caso di continua prestazione di un orario di lavoro pari a quello previsto per il lavoro a tempo pieno, il rapporto formalmente a tempo parziale si trasforma, in base al criterio dell’effettività, in rapporto di lavoro a tempo pieno, nonostante la difforme, iniziale, manifestazione di volontà delle parti

In particolare, la Cassazione ha affermato che: “nel rapporto di lavoro, ove sia accertato che la prestazione si è effettivamente svolta secondo determinate modalità, opera il principio di corrispondenza del trattamento del lavoratore all’effettiva consistenza del proprio impegno, allorquando si tratti di riconoscere i diritti del prestatore di lavoro per la propria attività, in quanto ciò che risulta decisivo non è il negozio costitutivo del rapporto, ma il rapporto nella concreta attuazione dalla quale sorgono siffatti diritti”.  

  

Le sentenze conformi a tale orientamento, richiamate dalla stessa Cassazione sono numerose, tra le quali: Cass. n. 8658 del 2019; Cass. n. 20209 del 2019; Cass. n. 31342 del 2018; Cass. n. 5520 del 2004; Cass. n. 3228 del 2008, Cass. n. 6226 del 2009; Cass. n. 25891 del 2008; Cass. n. 17774 del 2011. 

Centro Studi | Studio Cassone

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