Lavoratori fragili e in quarantena – tutele Inps

Il messaggio INPS n. 1667 del 23 aprile 2021 contiene informazioni di carattere operativo per la gestione delle tutele previste per lavoratori fragili e soggetti in quarantena che siano lavoratori dipendenti del settore privato.


Lavoratori fragili
Il DL 41/2021 (c.d. Decreto Sostegni) ha previsto l’estensione temporale delle tutele per i lavoratori fragili, fornendo una copertura continuativa per tutto il periodo intercorrente tra il 17 marzo 2020 e il 30 giugno 2021. 
Durante detto periodo, laddove non sia possibile svolgere la prestazione lavorativa da remoto, i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di apposita certificazione medica attestante il rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, nonché i lavoratori cui sia riconosciuto un livello di disabilità grave ex lege 104/1992, l’assenza dal servizio è equiparata al ricovero ospedaliero. Dette assenze non sono computabili ai fini del periodo di comporto.
A decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 30 giugno 2021, i lavoratori fragili possono essere chiamati a svolgere la propria attività lavorativa con modalità agile anche tramite adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento o mediante lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.


Quarantena
In merito ai periodi di isolamento dovuti a quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, la Legge di Bilancio ha precisato che, con decorrenza 1° gennaio 2021, non è più necessario per il medico curante inserire sul certificato medico di malattia anche gli estremi del provvedimento che ha dato origine al periodo di quarantena.
Per la gestione dei certificati di malattia pervenuti nel corso del 2020 e ancora giacenti, l’Inps riconoscerà la tutela della quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva in tutti i casi in cui sia stato prodotto un certificato di malattia attestante la quarantena, anche laddove non sia stato possibile reperire alcuna indicazione riguardo al provvedimento dell’operatore di sanità pubblica, con la sola eccezione di quei certificati nei quali la diagnosi riportata è espressamente riferita a ordinanza dell’autorità amministrativa locale.

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