Licenziamenti per procedure concorsuali senza onere di mobilità

L’articolo 3 della Legge n. 223/1991 stabilisce che, nell'ambito di procedure concorsuali, quando non sia possibile la continuazione dell'attività, anche tramite cessione dell'azienda o di sue parti, o quando i livelli occupazionali possano essere salvaguardati solo parzialmente, il curatore, il liquidatore o il commissario hanno facoltà di collocare in mobilità, ai sensi dell'art. 4 ovvero dell'art. 24, i lavoratori eccedenti senza pagare il contributo di ingresso.

La suddetta norma è in via di abrogazione dal 1° gennaio 2016, così come disposto dalla Legge n. 92/2012, e pertanto, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro ha chiesto al Ministero del Lavoro se gli organi delle procedure concorsuali che abbiano avviato una procedura di licenziamento nel corso dell’anno 2015 ai sensi dell’art. 3, comma 3, possano concluderla nel 2016 sempre in virtù della medesima disposizione e, nell’ipotesi di risposta affermativa, se sia possibile fruire dell’esonero dal versamento del contributo.

Inoltre, è stato altresì chiesto se, in presenza di un intervento di CIGS autorizzato ai sensi dell’art. 3, comma 1, con decorrenza nell’anno 2015 ed eventuale estensione all’anno successivo, gli organi delle procedure concorsuali possano attivare nel corso del 2016 una procedura di licenziamento collettivo e, in caso di soluzione positiva, se possano fruire dell’esonero dal versamento del contributo a carico dell’impresa.

Il Ministero del Lavoro, con l’Interpello n. 28/2015 , si fornito prono riscontro in merito all'estensione, in via transitoria, dell'articolo 3 della legge 223/1991, rispondendo positivamente al primo quesito e sostenendo che se le procedure di licenziamento collettivo conseguenti all’ammissione alle procedure concorsuali siano state attivate entro il 31 dicembre 2015, e dunque antecedentemente all’abrogazione della disposizione di cui all’art. 3, le stesse possano concludersi anche successivamente al 1° gennaio 2016, consentendo in tal modo agli organi delle predette procedure di continuare a fruire dell’esonero in argomento, anche in virtù di quanto stabilito dallo stesso Ministero con circolare n. 12/2015.

Un eventuale problema potrebbe però sorgere qualora i recessi, che determinano l'insorgenza del momento impositivo, saranno comunicati nel corso del 2016 in quanto la norma che potrà permettere di concedere l'esonero dal contributo di ingresso sarà oramai abrogata.

Sul secondo quesito il Ministero, sempre con l’Interpello n. 28/2015, ha espresso parere negativo poiché sostiene che non appare ammissibile l’attivazione di licenziamenti collettivi successivamente al 1° gennaio 2016, laddove quest’ultimi si inseriscano nell'ambito delle procedure di cui all’art. 3, comma 3, in considerazione che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, la suddetta norma si dovrà considerare abrogata.

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