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Novità sugli aiuti “de minimis”

A dicembre 2023 è stato pubblicato il Regolamento europeo n. 2023/2831, con cui è stata introdotta la nuova disciplina sugli aiuti c.d. “de minimis”. Tale Regolamento, in vigore già dal 1° gennaio 2024, si applicherà fino al 31 dicembre 2030.

Gli aiuti “de minimis”, come previsto dal Reg. 994/98, rientrano tra le categorie di aiuti di Stato che sono esentate dall’obbligo di notifica preventiva alla Commissione europea. Si tratta, in particolare, degli: “aiuti concessi ad una stessa impresa in un determinato arco di tempo (che) non superino un importo prestabilito” (art. 2, Reg. CE n. 994/98).

 

Ebbene, ai sensi del nuovo Regolamento, il massimale degli aiuti “de minimis” concessi da uno Stato membro a un’impresa è passato da 200.000 a 300.000 euro (lordi), in tre anni.

Quanto al profilo temporale, va evidenziato che il periodo di tempo su cui viene calcolato il massimale è mobile: “Per ogni nuova concessione di aiuti “de minimis”, si deve tener conto dell’importo complessivo degli aiuti “de minimis” concessi nei tre anni precedenti”.

Al proposito va inoltre considerato che gli aiuti sono considerati concessi nel momentoin cui all’impresa è accordato il diritto di ricevere gli aiuti, indipendentemente dalla data di effettiva erogazione.

Ma cosa avviene in caso di operazioni straordinarie?

  • in caso di fusioni o acquisizioni, per determinare il diritto della nuova impresa o dell’impresa acquirente a nuovi aiuti “de minimis”, si considerano tutti quelli precedentemente concessi a ciascuna delle imprese partecipanti alla fusione;
  • in caso di scissione, l’importo degli aiuti “de minimis” già concesso è assegnato all’impresa che rileva le attività per le quali sono stati utilizzati gli aiuti oppure, ove non sia possibile identificare, esso è ripartito proporzionalmente sulla base del valore contabile del capitale azionario delle nuove imprese alla data effettiva della scissione;

Il massimale di 300.000 euro, al lordo di qualsiasi imposta o altro onere, si applica indipendentemente da:

  • la forma di aiuto de minimis;
  • l’obiettivo perseguito;
  • il fatto che l’aiuto sia finanziato interamente o parzialmente con risorse UE.

Gli aiuti “de minimis” non sono cumulabili con:

  • aiuti di Stato concessi per gli stessi costi ammissibili;
  • aiuti di Stato relativi alla stessa misura di finanziamento del rischio qualora tale cumulo superi le intensità o gli importi di aiuto più elevati stabiliti, per le specifiche circostanze di ogni caso, in un regolamento di esenzione per categoria o in una decisione della Commissione.
Centro Studi | Studio Cassone

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