Procedimento disciplinare e rinvio dell’audizione richiesta dal lavoratore

Secondo quanto previsto dall’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori, il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza prima avergli contestato l’addebito e senza aver da lui ricevuto eventuali giustificazioni. Tali motivazioni sono normalmente rese in forma scritta, ma il legislatore ha previsto per il lavoratore la facoltà di richiedere anche una audizione orale, che il datore non può rifiutarsi di concedere.  

Nell’ambito del procedimento disciplinare, è di recente intervenuta la Corte di Cassazione per ribadire che l’audizione a difesa del lavoratore può essere rinviata esclusivamente in presenza di situazioni che non consentano di tutelare le effettive esigenze di difesa del lavoratore stesso. In particolare, la sentenza n. 980 del 17 gennaio 2020 si è occupata di un licenziamento per giusta causa nel quale il datore non aveva potuto rispettare la richiesta di audizione a causa delle ripetute istanze di rinvio da parte del lavoratore. La Corte ha evidenziato che, ove ne faccia esplicita richiesta scritta, il lavoratore ha diritto ad essere sentito oralmente dal datore di lavoro, ma la data di audizione concordata dalle parti può essere rinviata solo per rispondere ad un’esigenza difensiva non altrimenti tutelabile. Non è infatti sufficiente che il lavoratore sia ammalato e presenti apposito certificato medico ma è necessario che egli sia impossibilitato a spostarsi fisicamente (dalla casa o dal luogo di cura in cui si trova) per recarsi all’incontro con il datore di lavoro.  

Tale orientamento trova le proprie basi nella ormai consolidata prassi giurisprudenziale secondo la quale al lavoratore, assente per malattia, non è precluso lo svolgimento di altre attività lavorative purchè esse non rischino di aggravare la patologia né comportino ritardi nella guarigione del lavoratore. Da questo insegnamento si evince come lo stato di malattia non integri di per sé un’impossibilità assoluta del lavoratore di allontanarsi da casa, e da qui deriva l’impossibilità di accettare un rinvio dell’audizione di difesa del lavoratore che sia stato richiesto allegando esclusivamente un semplice certificato di malattia. 

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