Proroga dello stato di emergenza: il punto sui lavoratori fragili e genitori

Con il decreto legge n. 125 del 7 ottobre 2020 il Governo ha, tra le altre, prorogato lo stato di emergenza alla data del 31 gennaio 2021.

Viene, quindi, prolungata la disciplina già prevista che prendeva ad oggetto alcune tipologie di lavoratori meritevoli di tutela.

In prima battuta, viene confermata la normativa eccezionale riguardo il lavoro c.d. agile: il regime di smart working, infatti, potrà essere applicato dal datore di lavoro senza preventivo accordo con il lavoratore e comunicato all’INPS tramite una procedura semplificata. Questo regime, però, trova applicazione fino al 31 dicembre 2020 e tale data diventa, allo stato attuale, il termine ultimo per l’applicazione di questo regime previsto dalla normativa emergenziale in tema di lavoro agile.

Sarà il caso, per esempio, di quei lavoratori che hanno diritto, alla luce della disciplina del decreto “Cura Italia”, a svolgere la propria attività lavorativa da remoto in quanto disabili ex comma 3, art. 3 della legge n. 104 del 1992. Tale diritto, inoltre, riguarda anche le ipotesi in cui il lavoratore interessato abbia nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità.

Avranno una priorità per essere impiegati in smart working anche quei lavoratori riconosciuti “fragili”. Il concetto di fragilità è stato chiarito dalla Circolare congiunta del Ministero del Lavoro e del Ministero della Salute (4 settembre 2020) è coinvolge quelle situazioni che, in caso di infezione da Covid-19, possano aggravare un quadro clinico di per sé già serio e rilevante. Si tratta di soggetti, che in base alla valutazione del medico competente, in ragione della loro situazione pregressa (per es. immunodepressione), sono valutati maggiormente esposti a rischio di contagio. I lavoratori riconosciuti come tali potranno essere impiegati in lavoro agile per evitare il rischio di contagio. Il datore di lavoro, a tal proposito, dovrà valutare anche l’impiego del lavoratore in mansioni diverse da quelle normalmente previste a condizione che siano inquadrabili nella stessa categoria.

Per quanto riguarda i lavoratori con almeno un figlio minore di 14 anni, il diritto allo smart working si concretizzerà laddove il figlio venga sottoposto a quarantena. La previsione contenuta del decreto legge n. 111/2020 (“Sostegno scuola”) prende in esame la situazione in cui il figlio, una volta rientrato a scuola, venga sottoposto a periodo di isolamento in virtù di un provvedimento della ASL territorialmente competente.

Se l’attività lavorativa non può essere svolta in modalità agile o il lavoratore non vuole utilizzare tale modalità, alla luce della Circolare INPS del 2 ottobre 2020 n. 116, uno dei due genitori del figlio in quarantena avrà diritto a ricevere un congedo straordinario retribuito al 50%.

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