Quarantena COVID – trattamento economico e normativo

L’INPS, con il messaggio n.3653 del 9 ottobre, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modalità di trattamento dei periodi di quarantena che derivino da atteggiamenti precauzionali o disposizioni amministrative e non corrispondano a periodi di effettiva incapacità temporanea al lavoro.  

Quarantena precauzionale e lavoro agile 

Innanzitutto, l’Ente ha chiarito che non può essere destinatario dell’indennità di malattia INPS il lavoratore che rimanga a casa in quarantena precauzionale e che continui a svolgere la propria attività in modalità smart-working. Tale decisione deriva dal fatto che il periodo di isolamento in questo caso non rappresenta un impedimento temporaneo assoluto allo svolgimento dell’attività lavorativa, ma costituisce una forma di protezione per il lavoratore fragile perché riduce il rischio di trasmissione del virus. 

Quarantena per ordinanza amministrativa e quarantena all’esterno  

L’eventuale isolamento disposto dall’autorità amministrativa locale in ragione della esigenza di limitare il diffondersi dell’epidemia, non è tutelato con il riconoscimento della malattia, a meno che il medico competente non rilasci il relativo certificato. Nei casi non tutelati, è facoltà del datore di lavoro richiedere l’intervento dei trattamenti di integrazione salariale con riferimento al lavoratore interessato. 

Allo stesso modo, anche ai lavoratori recatisi all’estero e soggetti a quarantena per disposizioni delle autorità straniere non può essere riconosciuto un periodo di malattia se non dietro presentazione di apposito certificato medico.  

Quarantena precauzionale e ammortizzatori sociali in costanza di lavoro 

Durante la fruizione dei trattamenti di integrazione salariale, al lavoratore non può essere riconosciuta l’indennità di malattia in quanto la specifica condizione già comporta l’interruzione temporanea dell’obbligo di prestazione lavorativa.  

Per meglio comprendere l’interazione tra l’istituto della malattia e la corresponsione dei trattamenti di integrazione salariale è necessario fare riferimento al messaggio INPS 1822 del 30 aprile 2020. 

In particolare, nel caso di sospensione dell’attività lavorativa a zero ore: 

  • se la malattia insorge durante la sospensione dell’attività, il lavoratore continuerà a usufruire delle integrazioni salariali; 

  • se lo stato morboso è precedente l’inizio della sospensione dell’attività per integrazione salariale e la totalità del personale in forza presso l’ufficio o reparto cui appartiene il lavoratore ha sospeso l’attività, allora anche il lavoratore fruirà dell’ammortizzatore sociale durante il periodo di malattia; 

  • se lo stato morboso è precedente l’inizio della sospensione dell’attività per integrazione salariale ma non tutto il personale in forza presso l’ufficio o reparto cui appartiene il lavoratore ha sospeso l’attività, allora il lavoratore continuerà a fruire dell’indennità di malattia. 

Nel caso, invece, in cui lo stato di malattia coincida con un periodo di riduzione dell’attività lavorativa e non una sospensione a zero ore, prevale l’indennità economica di malattia. 

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