Reddito di cittadinanza e agevolazioni per le imprese

Il 30 marzo 2019 è entrato in vigore il D.L. n. 4/2019, convertito, con modificazioni, nella L.n.26/2019, contente “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”. Quindi, a decorrere dal mese di aprile 2019, il Legislatore ha previsto un beneficio contributivo per i datori di lavoro privati che assumono soggetti fruitori del reddito di cittadinanza. L’intento precipuo è quello di consentire il reinserimento del disoccupato nel mondo del lavoro garantendogli un sostegno economico e una formazione.  

I datori di lavoro privato che vogliono fruire del beneficio, dovranno preventivamente comunicare i propri posti vacanti, all’interno del proprio organico aziendale, alla piattaforma digitale dedicata al Reddito di Cittadinanza (di seguito Rdc) presso il sito dell’ANPAL. Le assunzioni dovranno essere a tempo pieno e indeterminato oppure con contratto di apprendistato restano esclusi i contratti di lavoro a chiamata e il contratto part-time. L’inserimento di questi soggetti può avvenire in maniera indiretta oppure tramite uno dei soggetti accreditati (ossia agenzie di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale).  

Questa nuova agevolazione consente ai datori di lavoro privati l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a proprio carico e a carico del lavoratore, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite dell’importo mensile del Rdc percepito dal lavoratore all’atto dell’assunzione (ossia per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità godute dal beneficiario stesso e comunque per un importo non superiore a 780 euro mensili, e per un periodo non inferiore alle 5 mensilità). Tuttavia, l’importo massimo di beneficio mensile non può eccedere l’ammontare totale dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro assunto per le mensilità incentivate, con esclusione dei premi INAIL. Quindi, il tetto minimo di durata del beneficio deve essere almeno pari a 5 mesi.  

Contestualmente all’assunzione del soggetto beneficiario del Rdc ,il datore di lavoro deve stipulare presso il Centro per l’impiego, ove necessario un patto di formazione con il quale si garantisce al beneficiario un percorso formativo e di riqualificazione professionale.  

Inoltre, il datore di lavoro potrà godere di questa agevolazione solo al verificarsi di altri 4 requisiti fondamentali:  

  1.  con l’assunzione in questione, deve registrare un incremento netto del numero di dipendenti, effettuando un confronto tra il numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e a tempo pieno del mese di riferimento con quello medio dei dodici mesi precedenti;  

  1. Il rispetto di tutti i principi stabiliti dall’art.31 del Dlgs n.150/2015;  

  1. La regolarità del DURC  

  1. Il rispetto del “regime de minimis”  

Tuttavia, il datore di lavoro può perdere il beneficio, qualora lo stesso licenzi il lavoratore percettore di Rdc entro i 36 mesi successivi all’assunzione. In questa ipotesi il datore di lavoro non potrà più fruire del beneficio e dovrà restituire il beneficio stesso maggiorato del 5,5% dei contributi e premi non corrisposti entro i termini di legge. Al contrario, non si avranno particolari ripercussioni qualora il licenziamento avvenga per giusta causa o giustificato motivo, oppure nei casi di dimissione o di risoluzione consensuale.  

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