Rinuncia alle festività infrasettimanali

Con la sentenza n. 8958/2021 la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla possibilità, per il dipendente, di rinunciare preventivamente al riposo durante le festività infrasettimanali.

La pronuncia della Corte si basa sul fatto che, diversamente dalle ferie e dai riposi ordinati dal D.Lgs 66/2003, il diritto all’astensione dall’attività lavorativa durante le festività non costituisce un diritto inderogabile bensì rappresenta una materia sulla quale datore e lavoratore possono liberamente accordarsi. Infatti, se le ferie e i riposi sono tutelati dalla Costituzione in quanto volti a preservare un bene primario della persona che non può essere oggetto di compromessi - il recupero delle energie psicofisiche del lavoratore - le festività sono invece giorni dedicati alla celebrazione comunitaria di ricorrenze festive e legate a particolari significati religiosi o civili e costituiscono pertanto un diritto disponibile del lavoratore.

Nel caso di specie, la sentenza ha ritenuto lecita la comminazione di provvedimenti disciplinari nei confronti della lavoratrice che, a fronte della richiesta del datore di lavoro, non aveva prestato servizio durante giorni di festività infrasettimanali nonostante con la lettera di assunzione ella avesse firmato un patto di disponibilità a prestare servizio durante i giorni festivi e domenicali, su richiesta del datore di lavoro, fatto salvo il diritto al riposo previsto dalla legge. La Corte ha ritenuto che tale clausola, peraltro più volte richiamata ed evidenziata in successive lettere di variazione e trasformazione del rapporto medesimo, doveva ritenersi valida in quanto rispettosa dei limiti previsti in materia di orario di lavoro.

Inoltre, non poteva denunciarsi l’indeterminatezza dell’oggetto della clausola contrattuale in quanto i giorni festivi erano predeterminati e noti alla lavoratrice.

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