Smart working nel nuovo DPCM 13 ottobre 2020

Nel nuovo DPCM del 13 ottobre pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 253 sono contenute importanti disposizioni in materia di lavoro agile.

In tema di smart working, viene confermato il quadro normativo già in essere con l’unica novità che la normativa d’emergenza in questo ambito viene prorogata fino al 31 dicembre 2020.

Viene, infatti, confermata la possibilità del lavoro agile senza obbligo di accordo tra datore di lavoro in deroga da quanto stabilito dalla legge n. 81/2017. In adempimento degli obblighi amministrativi, in luogo della trasmissione dell’accordo tra le parti, può essere inviata una comunicazione semplificata al Ministero del Lavoro (autocertificazione) in via telematica.

Permane, in capo al datore di lavoro l’obbligo di informativa sulla sicurezza da consegnare al lavoratore.

Per alcuni lavoratori particolarmente meritevoli di tutela, alla luce della normativa complessivamente attuata dal Governo nel periodo d’emergenza, viene riconosciuto il diritto al lavoro agile:

  • ai lavoratori dipendenti disabili che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Se lo smart working non è compatibile con la mansione, il diritto non è configurabile;
  • ai lavoratori riconosciuti maggiormente a rischio (cc.dd. fragili) viene prevista una priorità per poter svolgere le proprie mansioni in modalità agile. In questa ipotesi dovrà sussistere una richiesta del datore di lavoro in modo da poter far valere la priorità;
  • per i genitori lavoratori con almeno un figlio minore di 14 anni è prevista la possibilità di ricorrere al lavoro agile nel caso in cui venga disposto dall’Autorità Sanitaria territorialmente competente un periodo di quarantena a carico del figlio del lavoratore. Il diritto del genitore è configurabile soltanto laddove il possibile contagio del figlio, presupposto della quarantena, sia avvenuto in contesti scolastici.

La disciplina appena descritta può trovare applicazione soltanto fino al 31 dicembre 2020.

Inoltre, a fronte della proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e delle nuove disposizioni che impongono l’uso degli applicativi anti-contagio e dispositivi di protezione individuale, l’obbligo di mascherina all’interno delle realtà lavorative rimane regolato dal Protocollo del 24 aprile 2020, non essendo prevista nessuna nuova restrizione.

Le imprese, pertanto, devono tenere come riferimento suddetto Protocollo sottoscritto da Governo e parti sociali e gli altri protocolli di categoria.

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