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Sopravvenuta inidoneità alla mansione

Il datore di lavoro può variare le mansioni del lavoratore in caso di inidoneità alla mansione specifica, in base all’articolo 2103 codice civile e all’articolo 42 del Dlgs 81/2008, che prevede la ricollocazione a mansioni equivalenti o inferiori con il mantenimento della retribuzione originaria. 

L’accertamento dell’idoneità alla mansione può avvenire in momenti distinti, in funzione della periodicità stabilita dal medico competente nell’organizzazione delle visite mediche.

Pertanto, il giudizio di idoneità (o inidoneità) può derivare da visita medica preventiva (o preassuntiva, nei casi previsti dal Dlgs 81/2008), da visita medica periodica nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, da visita medica organizzata su richiesta del lavoratore stesso (e autorizzata dal medico competente), da visita medica prevista in caso di assenze per malattia o infortunio superiori a sessanta giorni, o, ancora, in occasione del cambio di mansione previsto dal datore di lavoro (qualora la mansione a cui sarà adibito il lavoratore sia soggetta a sorveglianza sanitaria, infatti, il cambio di mansione può perfezionarsi solo previo parere positivo espresso dal medico competente).

Qualora il medico competente riconosce un’inidoneità temporanea alla mansione, il datore di lavoro dovrà, prima di tutto, rinvenire modalità alternative di svolgimento della mansione o adibire, temporaneamente il lavoratore a mansioni alternative, in modalità agile o in altra sede di lavoro, in conformità all’articolo 2087 codice civile.

Se ciò non è possibile, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore dal lavoro, senza corrispondere la retribuzione, in quanto non vi è prestazione lavorativa.

Ove queste soluzioni non siano applicabili, è onere del datore di lavoro sospendere in via momentanea il dipendente dalle mansioni alle quali è addetto: in applicazione delle previsioni dell’articolo 2087 codice civile, il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei dipendenti.

In caso di sospensione del lavoratore dall’attività lavorativa, il datore di lavoro non sarà tenuto a corrispondere la retribuzione. 

Nel caso in cui il medico competente dovesse emettere giudizio di inidoneità permanente alla mansione, il datore di lavoro dovrà, in primis:

  • verificare la possibilità di ricollocare il lavoratore in altra mansione equivalente a quella svolta abitualmente, anche in modalità agile;
  • verificare, alternativamente, la possibilità di adibire, anche temporaneamente, il lavoratore ad altra mansione, prevendendo anche eventualmente lo spostamento ad altra unità produttiva.

Nel caso in cui non vi siano alternative al licenziamento, in ultima analisi, il datore di lavorò potrà procedere con la cessazione del rapporto di lavoro.

Centro Studi | Studio Cassone

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