Sospensione licenziamenti: si applica anche ai licenziamenti per inidoneità sopravvenuta alla mansione

Con nota del 24 giugno 2020, l’INL fornisce chiarimenti in merito l’esatta individuazione dell’ambito applicativo dell’art. 46 del D.L. n. 18/2020 soprattutto in merito all’ipotesi di licenziamento per sopravvenuta inidoneità alla mansione.

 

Alla luce di quanto previsto dalla normativa del Cura Italia e del Decreto Rilancio, devono ritenersi ricomprese nella sospensione delle procedure di licenziamento tutte le ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 della L. n. 604/1966.

 

Anche l’ipotesi per sopravvenuta inidoneità alla mansione deve essere ascritta alla fattispecie del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, atteso che la stessa impone al datore di lavoro la verifica in ordine alla possibilità di ricollocare il lavoratore in attività diverse riconducibili a mansioni equivalenti o inferiori, anche attraverso un adeguamento dell’organizzazione aziendale.

 

L’obbligo di repechage rende, pertanto, la fattispecie in esame del tutto assimilabile alle altre ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, atteso che la legittimità della procedura di licenziamento non può prescindere dalla verifica in ordine alla impossibilità di una ricollocazione in mansioni compatibili con l’inidoneità sopravvenuta.

 

Pertanto, l’Ispettorato conclude la propria nota affermando che la disciplina prevista dagli articoli 46 e 103 del D.L. n. 18/2020 riguardi anche i licenziamenti per sopravvenuta inidoneità alla mansione.

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