INPS: chiarimenti su sospensione versamenti decreti “Ristori” e “Ristori-bis”

Con circolare n. 128 del 12 novembre 2020, l’INPS ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle previsioni contenute nei decreti nn. 137/2020 e 149/2020. Nello specifico, si tratta della sospensione dei versamenti contributivi introdotti dall’art. 13 del decreto “Ristori” e dall’art. 11 del decreto “Ristori-bis”.

Nella circolare, viene specificato che il secondo decreto ha specificato che la sospensione contributiva si riferisce ai versamenti in scadenza nel mese di novembre 2020 e che non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL. Inoltre, l’applicazione della misura si applica anche a favore dei datori di lavoro privati la cui sede operativa è ubicata nelle cc.dd. zone arancioni e rosse e che svolgono attività prevalente di cui ai codici ATECO puntualmente codificati dalla norma in argomento all’Allegato 2 del decreto “Ristori-bis”.

La sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali si riferisce al versamento dei contributi in scadenza nel mese di novembre 2020. Tra questi sono comprese le rate in scadenza nel medesimo mese relative alle rateazioni dei debiti in fase amministrativa concesse dall’Inps.

I benefici, viene specificato, sono attribuiti in coerenza con la normativa vigente dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato.

Destinatari della sospensione sono i datori di lavoro che svolgono, su tutto il territorio dello Stato, attività prevalente di cui ai codici ATECO dell’allegato 1 del decreto e che hanno subìto le limitazioni e restrizioni di cui agli ultimi DPCM attuti dal Governo per contenere l’evoluzione epidemiologica da Covid-19. A questa categoria di imprese si aggiunge anche il complesso di datori di lavoro individuato all’interno dell’allegato 2. Si tratta dei datori di lavoro che subiscono limitazioni e restrizioni alla loro attività in quanto facenti parte delle cc.dd. zone arancioni e rosse.

Gli ambiti territoriali sono individuati dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 4 novembre e del 10 novembre 2020:

  • Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria, Puglia e Sicilia (zone arancioni);
  • Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano (zone rosse).

Inoltre, con il messaggio n. 23735/2007, l’Istituto ha chiarito che la sospensione contributiva si applica anche alle quote di TFR da versare al Fondo di Tesoreria, trattandosi di contribuzione previdenziale equiparata, ai fini dell’accertamento e della riscossione, a quella obbligatoria dovuta a carico del datore di lavoro.

I versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali sospesi ai sensi delle disposizioni normative sopra richiamate, dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021, senza applicazione di sanzioni e interessi. La ripresa dei versamenti potrà avvenire anche mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, senza applicazione di sanzioni e interessi, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

Condividi questo articolo