Trattamento di fine rapporto: quando è possibile chiedere l’anticipazione?

Il Trattamento di fine rapporto è una somma che viene accantonata annualmente dal datore di lavoro risultante da una quota della retribuzione del lavoratore, il quale viene erogato al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La retribuzione utile ai fine del computo del TFR comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e ad esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese (ex art.2120 c.c.). È sempre bene, però, verificare il CCNL di riferimento per capire quali voci considerare nel computo. 

Proprio perché il TFR rappresenta una somma erogata alla fine del rapporto di lavoro, è la stessa Legge che pone limiti e condizioni alla possibilità di richiedere una anticipazione nel corso del rapporto: il lavoratore può richiedere l’anticipazione del TFR solo se ha maturato almeno 8 anni di anzianità di servizio, e in misura non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto al momento della domanda. La richiesta di anticipazione deve essere giustificata dalla necessità di effettuare: 

  • spese sanitarie per interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche; 

  • acquisto della prima casa di abitazione per il richiedente e per i figli; 

  • spese da sostenere durante i congedi per maternità o per formazione. 

L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto e viene detratta a tutti gli effetti dal TFR

Nonostante le condizionalità poste dalla Legge, la stessa prevede espressamente che i contratti collettivi o gli accordi individuali possano individuare condizioni di miglior favore. Questo principio è stato ribadito anche dalla Cassazione con sentenza n. 4133/2007. Di fatti, alcuni CCNL regolamentano in melius le disposizioni circa l’anticipazione del TFR. 

I lavoratori che vogliono richiedere l’anticipazione, devono formalizzare per iscritto la richiesta al datore, indicando le motivazioni e allegando quanta più possibile documentazione probatoria. 

Dal canto loro, i datori di lavoro devono soddisfare ogni anno le richieste di anticipazione nei limiti del 10% dei dipendenti con almeno 8 anni di anzianità e comunque entro il 4% del totale dei dipendenti.  Invece, le aziende dichiarate in crisi non sono tenute all’anticipazione poiché in stato di sofferenza.

Condividi questo articolo